Venerdì, 30 Gennaio 2026 09:37

Ordinazione sacerdotale in Senegal

Motto: “Mi hai scelto dal grembo di mia madre;
Sarai sempre la mia lode” (Sal 70,6)

 

Gli ultimi cinque mesi sono stati una tappa decisiva nel percorso spirituale di p. Pierre Malick Sène. A seguito di questi momenti forti, è stato così gentile da concederci un’intervista durante la quale si apre sul suo percorso personale, condivide i suoi sentimenti e invia un messaggio di speranza a tutti i giovani che desiderano rispondere alla chiamata del Signore.

Chi è p. Pierre Malick Sène?

Pierre SENE Voeux perpétuels

P. Pierre Malick Sène è un giovane religioso del SS. Sacramento, o meglio ancora, il più giovane tra i religiosi sss professi perpetui della Provincia “Nostra Signora d’Africa” del Senegal, fino ad oggi. Originario della parrocchia “Spirito Santo” di Diohine, è nato a Khassous, un villaggio situato a circa 6 km dal centro di Diohine, nella regione del Fatick.

Abitato molto presto dal desiderio di diventare sacerdote, una chiamata a lungo rallentata da varie circostanze, ha iniziato infine il suo percorso vocazionale presso il seminario minore diocesano “Sant’Anna” a Thiès. È stato in questo periodo che ha scoperto la Congregazione del SS. Sacramento, un incontro decisivo che gli ha permesso di dare sostanza alla sua prima aspirazione: diventare religioso sacerdote.

Al termine della sua formazione al seminario minore, conclusa col baccalaureato al collegio St. Gabriel, è entrato al foyer Eymard nel 2016 (postulato sss) per proseguire gli studi filosofici presso il Centro St. Augustin di Dakar, e ha seguito poi il normale percorso di formazione all’interno della Congregazione del SS. Sacramento.

Così, venerdì 4 luglio 2025, sigillando il suo impegno definitivo a seguire Cristo, ha pronunciato i suoi voti perpetui nella Congregazione, alla presenza del Superiore provinciale, p. Yves M. Sagna, del suo Consiglio e dei confratelli sss. Il giorno successivo, sabato 5 luglio, è stato ordinato diacono, prima di ricevere l’ordinazione sacerdotale il 6 dicembre 2025, con l’imposizione delle mani da parte di Mons. André Gueye, Arcivescovo metropolitano di Dakar, al santuario mariano di Popenguine.

Come ti sei sentito il giorno dopo i tuoi voti perpetui, che ti hanno consacrato membro a pieno titolo della Congregazione del SS. Sacramento, così come dopo la tua ordinazione diaconale e sacerdotale?

Dopo questi eventi di grazia, tre sentimenti mi hanno profondamente invaso: gioia genuina, gratitudine sincera verso Dio e un leggero sentimento di paura legato alle esigenze degli impegni.

Prima di tutto, una gioia autentica, perché non solo sono stato ufficialmente e definitivamente integrato nella Famiglia Eymardiana con la professione perpetua, ma anche ordinato sacerdote. Questi eventi mi preparano a vivere meglio la mia vocazione eucaristica e a servire Cristo nel seno di questa Famiglia, come desidero da tempo. In effetti, per me, non c’è motivo più grande di gioia che vedere il proprio sogno realizzarsi, soprattutto dopo tanti anni di perseveranza, sacrificio, dolore e speranza.

In secondo luogo, una profonda gratitudine verso Dio per il dono della vocazione eucaristica. Mi ha guidato mentre cercavo a tentoni in quale modo e/o in quale famiglia religiosa potessi servirlo. Posso solo ringraziarlo per il suo costante aiuto e sostegno, soprattutto in mezzo alle tempeste che hanno scosso la mia vocazione. Che il suo nome sia benedetto per sempre!

Infine, una consapevolezza molto più seria delle responsabilità che ora ricadono su di me. Avevo la sensazione che la mia vita avesse appena preso una piega ancora più decisiva, degna degli impegni presi e del ministero ricevuto. E non può essere diversamente quando si misurano le esigenze della vita religiosa e sacerdotale, pur essendo consapevoli dei propri limiti. Tuttavia, il Signore non sceglie per merito o grado di capacità, ma per puro amore, e la sua grazia rimane sempre all’opera in coloro che chiama. Il sacerdozio è soprattutto una grazia.

Alla luce della tua esperienza personale, quale messaggio vorresti inviare ai giovani che si interrogano sulla loro vocazione?

Li incoraggio a fare il primo passo e perseverare, perché con Cristo non perdiamo mai. Certo, la strada può essere lunga, piena di insidie di ogni tipo, ma la tenacia e il sacrificio rendono possibile raggiungere l’obiettivo, come il nostro santo fondatore Pier Giuliano Eymard.

Tuttavia, nulla può essere fatto senza preghiera, perché i nostri sforzi restano vani senza la grazia divina. È quindi essenziale avere fede e speranza in Colui che ci chiama, sapere come fissare il nostro sguardo sulla persona di Cristo, specialmente nei momenti difficili, e prenderlo come modello. Il Signore rimane sempre benevolo verso questi suoi figli, specialmente coloro che chiama per la sua missione.

 

A nome della Provincia “Nostra Signora d’Africa”
Senegal / Guinea-Bissau

Ultima modifica il Venerdì, 30 Gennaio 2026 10:53