Mercoledì, 29 Aprile 2026 09:38

Triduo pasquale nella parrocchia di Angleh, negli altipiani centrali del Vietnam

Ban do VN

Situata a circa 30 chilometri a est della città di Pleiku, la parrocchia di Angleh (diocesi di Kon Tum), negli altipiani centrali del Vietnam, si distingue come un faro di fede in un’area di missione ancora segnata da molte sfide. La parrocchia si estende su dieci villaggi abitati dal popolo Bahnar, una minoranza etnica indigena. Ogni villaggio ha una piccola e semplice cappella. Attualmente, la comunità è affidata alla cura pastorale di quattro sacerdoti sss della Provincia “Martiri Vietnamiti”.

All’inizio di aprile, mentre la Chiesa entra nella Settimana santa – il culmine dell’anno liturgico – la popolazione locale affronta anche il picco della stagione secca, con temperature che a volte raggiungono i 38°C. Tra i campi di caffè assetati d’acqua, la vita quotidiana ruota attorno ai lavori di irrigazione. Sebbene partecipare alla liturgia durante questa impegnativa stagione agricola non sia mai facile, i fedeli di Angleh mettono da parte le loro difficoltà e organizzano il proprio lavoro per celebrare il Mistero pasquale: la Passione, la Morte e la Risurrezione di Gesù Cristo.

Alle 18,00 del Giovedì santo, il parroco, p. Lawrence Lê Công Trần Phát, sss, insieme a un sacerdote in visita, p. Joseph Phạm Quang Vĩnh, sss, ha celebrato la messa della Cena del Signore nella chiesa parrocchiale. Nella sua omelia, il sacerdote in visita ha sottolineato lo spirito di servizio, invitando i fedeli a imitare Cristo nel servizio umile gli uni verso gli altri. L'immagine di Cristo che lava i piedi ai suoi discepoli è stata rievocata quando il parroco ha lavato i piedi a dodici rappresentanti dei villaggi.

A ciò è seguita la liturgia eucaristica e la processione del SS. Sacramento verso un altare laterale, con momenti di adorazione organizzati da diversi gruppi. Sebbene la celebrazione fosse lunga e molti fossero fisicamente stanchi, i fedeli sono rimasti con Gesù. Ciò ha espresso non solo il loro dolore per la Passione del Signore, ma anche una fede profonda e duratura.

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Il Venerdì santo è stato caratterizzato da un’atmosfera più solenne e sobria. Il suo-no delle campane e le attività quotidiane hanno lasciato il posto al silenzio. All’in-terno della chiesa, l’altare era spoglio, senza la consueta tovaglia bianca; statue e immagini erano velate di viola. Questa ambientazione ha condotto i fedeli a una più profonda comunione con la Passione del Signore. Nel pomeriggio, un gran numero di parrocchiani si è riunito per la Via Crucis all’aperto e la celebrazione della Passione del Signore. Al termine della liturgia, segnati dal ricordo della morte di Cristo, i fedeli si sono fatti avanti per venerare il crocifisso con riverenza e amore.

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La Veglia pasquale è iniziata con la benedizione del fuoco nuovo. La luce del cero pasquale, sebbene piccola, ha illuminato i volti scuri per il sole e ha portato una gioia silenziosa in questa notte santissima. La lunga liturgia è stata celebrata con grande devozione. Dopo la messa, i fedeli si sono scambiati gli auguri pasquali di “Alleluia” insieme a strette di mano di comunione e fratellanza.

Questa gioia è proseguita nella messa diurna della domenica di Pasqua. In questa solenne occasione, il suono dei gong ha risuonato ancora una volta dopo quaranta giorni di silenzio: un’espressione culturale distintiva del popolo Bahnar. Il gong non è solo uno strumento musicale, ma l’anima e la “voce” spirituale profondamente connessa sia alla vita materiale che a quella spirituale della comunità. Per questo motivo, la celebrazione della Pasqua sarebbe incompleta senza questo elemento culturale.

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Il Triduo pasquale è un cammino dalla tristezza alla gioia, dalla Croce alla Resurrezione. La tristezza aiuta le persone a riconoscere la propria debolezza, mentre la gioia apre la via alla speranza della salvezza. Celebrare il Triduo nella parrocchia di Angleh in particolare, e nei territori di missione degli altipiani centrali in generale, offre uno scorcio di come i semi della fede continuino a crescere silenziosamente. Questo cammino non è solo una serie di riti liturgici, ma un’espressione viva della fede nella vita quotidiana. Nella semplicità, nella sincerità e nella perseveranza, la bellezza della fede risplende ancora più intensamente, diventando un segno di speranza in una terra che deve ancora affrontare molte difficoltà.

Nel contesto dell’anno pastorale dal tema “Ogni cristiano è un discepolo missionario”, la parrocchia di Angleh è chiamata a vivere la fede in modo più concreto. Nonostante la povertà e le varie sfide esterne, ogni cristiano qui ha l’opportunità di diventare testimone dell’Eucaristia - la presenza reale di Cristo risorto - attraverso una vita di amore, unità e condivisione con chi lo circonda.

Alleluia! Alleluia! Cristo è risorto.

18.04.2026

Fra Anthony Nguyễn Ngọc Hoàng, sss

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Aprile 2026 09:53